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Visualizzazione dei post da 2013

Stagione di termo e gatti grassi

Ok, è solo ottobre, e io continuo a rifiutarmi di chiedere al bar una cioccolata calda (quella delle macchinette non conta). Il fatto è che nonostante le avvisaglie dell'autunno ci siano tutte, io continuo a barricarmi nella speranza che siano dei giorni di brutto tempo passeggeri, Penelope o non Penelope. Che poi non è che l'autunno non mi piaccia eh, anzi, ma ormai il lamentarsi per l'inizio delle stagioni anzichè esserne felici mi sembra sia radicato nell'ideale del comportamento della gente. Comunque, segnali che ormai l'estate ha fatto il suo corso -che poi è ottobre, continuo a ricordare- : pioggerellina nebulizzata tipo Gardaland (o "come una benedizione", risposta che mi ha dato una signora alla domanda se piovesse) foglie in terra termosifoni che si accendono da soli senza preavviso buio sempre e comunque, da cui deriva l'incapacità di determinare che ore siano se vi svegliate in un qualsiasi momento della giornata gatti che comincia...

[PDG] Thrillerice

E' notte. I neon sono spenti e si vedono solo le lucette dei led dei macchinari.  Il ronzio dei freezer è l'unica cosa che separa il laboratorio dal silenzio assoluto. I gelati sono tutti a dormire nelle loro carapine stipate una di fianco all'altra. O meglio, dovrebbero. La realtà è che nessuno dorme, o forse solo quelli piccoli, quelli appena fatti, che non hanno assistito, che non hanno capito. Sotto le loro veline stanno immobili perchè non riescono a dormire ma non vogliono svegliare il vicino, che di fatto però è insonne tanto quanto loro. Il fatto è questo. Ogni tanto in gelateria può capitare qualche incidente, un cono sfracellato, un tovagliolino annegato, un gelato ucciso da un cane. E' normale, ogni città ha i suoi piccoli orrori quotidiani. Oggi però si sono suicidate non una, non due, ma ben tre cialde. Due al mattino e una alla sera. Si sono lasciate scivolare giù dal loro incastri e dopo un volo interminabile di un metro si sono sbriciolate su...

Scarp-attack

Ohohohohoho come sono felice :D Avevo comprato delle scarpe bianche con i dettagli verde fluo, ma quel bianco m'indispettiva, anche perchè erano un tantino tamarre. Ho pensato a cosa farci per un bel po', finchè mi è balenata l'idea di disegnarci Calvin e Hobbes (avete presente il fumetto, vero? VERO?) e sono venute modestamente benissimo, considerando anche che non faccio mai lavori di questo tipo. Sono molto orgogliosa della parte con gli snowmen of doom. Tra l'altro mentre cercavo delle immagini ho scoperto che hanno fatto un film su quando Calvin diventa grande e deve tipo combattere con la sua immaginazione...ma è quasi un thriller! Ci sono un sacco di riferimenti alle strisce, almeno da quello che ho visto dal trailer. Mi si sono smosse le corde dell'intestino, devo assolutamente andarlo a vedere. Comunque. Dato che ho messo insieme le foto che ho fatto a lavoro iniziato/in corso/finito con ADDIRITTURA dei pezzi di video, il che per me è già un traguardo da ...

Medici e asciugamani

Un pomeriggio in cui il mio braccio era impegnato a dreaddare due mie amiche, il cervello era libero di vagare, il mio così come il loro. Sulle note di Elio "le devo una pinza, ce l'ho nella panza" iniziamo a parlare di tutti i casi che conosciamo di oggetti vari lasciati nelle pance di sfortunati pazienti. Storie di pinze, di garze, di forbici e...di asciugamani.  Ma come fai a scordarti un asciugamano in una persona? Voglio dire, immagino che non sia un telo da mare, però non è neanche una salviettina umidificata di quelle per i bambini. Cioè, si nota. Invece salta fuori che succede molto spesso, e mi informano che al termine di ogni operazione si contano gli asciugamani proprio per questo motivo.  Potrebbero mettere una zip dove è stata fatta l'operazione così quando uno deve asciugarsi le mani ha già l'asciugamano pronto all'uso, salvaspazio e igienico, è tutta roba sua!  O dialoghi del tipo "Scusi, dov'è l'asciugamano?" "Eccomi!...

Confucia

Oggi tornavo in bici da un giro inconcludente. I due negozi che mi servivano erano chiusi (solo al sabato pomeriggio, ovviamente), il tabacchino non è riuscito a scambiarmi tutti i voucher perchè c'era appena andato un mio amico e aveva finito i soldi e il mio progetto di abbronzarmi è fallito miseramente perchè il sole anzichè fare amicizia con la mia melanina ha deciso di stare nascosto dietro a una nuvola e manifestarsi solo sottoforma di cappa afosa e umida. Comunque. Mentre spedalavo allegramente passo davanti a una fontanella la terra sottostante alla quale (qualcuno mi dia il Nobel per la grammatica)era secca. Subito mi sono lamentata perchè nessuno ripara mai  le fontanelle rotte, al che mi sovviene che magari semplicemente nessuno l'aveva aperta da un po'.  Fermi. Sento odore di perla. Di metafora aulica.  Certo, se io vi dico "Oh sai che c'era una fontana secca, ma forse non è che è rotta, forse nessuno ha aperto il rubinetto da un po'!" le ...

La notte porta coniglio

Ci manca una s. Se non ci avete badato, tornate su e rileggete. Cioè, non è che manca, non l'ho messa apposta. E' che prima ero nella MSDPP, la Magica Stanza Dei Pensieri Profondi (per gli amici "cesso") e a caso mi è venuto in testa il proverbio. E subito dopo ho pensato "e se invece portasse coniglio?". Domanda legittima, eh. Un mondo in cui ogni mattina davanti alla porta di ogni casa viene lasciato un coniglio dalla notte che se ne va in giro col suo sacco di conigli. Davanti a ogni santo cielo di porta, ogni santo cielo di mattina. Non voglio, non riesco neanche a pensare al numero di conigli in giro. E i conigli si riproducono. Eeh, se si riproducono.Oddio. Conigliume dovunque! Nasi frenetici umidicci in giro per casa! Pelo in giardino! Bambini che pensano di mangiare Nesquik e invece no! Che poi magari dato che la notte il consiglio non sempre lo porta, anzi quasi mai, magari non porta sempre neanche i conigli. Magari saremmo quasi salvi. Magari ce l...

Cose che non vi interessano

Alcune cose velocissime perchè devo fuggire a lavorare ma che comunque non vi interessano. Sto scrivendo con una mano sola perchè nell'altra ho una prugna e mi sta colando il sugo per tutto il braccio. Fuori nel mio cortile ci sono ancora appese agli alberi le bandierine messe per la cena di classe di mia sorella una settimana fa. Ho lasciato un sacco di cose sul letto mentre mettevo in ordine e dovrò toglierle stanotte quando torno senza svegliare nessuno. Oggi ho tagliato il collo e il bordo delle maniche alla maglietta di Mister Bean perchè sono diversi anni che tenta di soffocarmi ma non ho cuore di buttarla via.  E adesso basta, che non siamo su twitter.

Entriamo nel magico mondo dei blog

"Perchè non hai un blog?" La Giuly mi guarda. Stiamo confrontando i lavori opzionali per l'esame di didattica che prevedono la creazione di un video, un sito, un blog e altra roba. "Eh?" "No, dico. Sei una da blog." Mmm. Quello dei blog è un universo che mi è abbastanza sconosciuto. Di solito vado di social network, che controllo forsennatamente e anche un po' malatamente. Faccio fatica a tener dietro alle cose dove non c'è interazione. Ma ci avevo pensato già diverse volte, e l'ho preso come un via. Sì, uhm, bene, intanto sarebbe carino sapere da dove partire. Punto uno: dove lo faccio? Non nel senso se in camera o in bagno, ma in che posto dello smisurato internetuniverso si debba andare per mettere un blog. La cosa più semplice che mi è venuta in mente è di chiedere a gugol che col magico potere di Wikipedia mi informa che ci sono un sacco di siti. E fin qua. Dice che ce n'è uno che è quello italiano con maggior portata di blog...