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Autonomia: istruzioni per l'uso

L'altro giorno ho preso giù dall'armadio un pandoro. So che può sembrare un po' fuori stagione, soprattutto data l'imminenza della Pasqua, ma avverto chi ancora non dovesse saperlo che il mio "l'altro giorno" spazia da ieri a un massimo di, nei casi più gravi, due anni.
Ma torniamo al nostro pandoro di cui non posso dirvi la marca, e più nello specifico alla sua confezione rosa (e quindi...). Mi accingo ad aprirla ma non noto pertugi che possano permettere scassinamento, né linee tratteggiate o frecce ad indicarmi dove inserire le mie golose ditina. Niente, una fortezza. Tondo, liscio e rosa. E adesso?
Al che mi fermo. Possibile che io resti bloccata in una situazione del genere?  Penso a quanto questo insignificante evento sia legato all'abitudine di trovarsi scritto su pacchetti analoghi le indicazioni su dove strappare, tagliare o tirare.
Cosa siamo diventati se abbiamo bisogno delle istruzioni per aprire un pacchetto di grissini? Ricordo, quando hanno iniziato a metterle, la prima volta in cui mi imbattei in un "tira qui" sul bordo di un pacchetto di cracker. "A prova di idiota proprio", ho pensato. E infatti eccola, presente, davanti a un pandoro rinchiuso in una scatola cinese.
Immediatamente l'ho collegato ad altre azioni di vita quotidiana per le quali chiediamo rinforzi quando sarebbero benissimo risolvibili i autonimia con un passo in più.
Esempio: il punto di ritrovo insieme ad altre persone è il parcheggio di un centro commerciale? Se non le vediamo da dove abbiamo fermato la macchina, anziché fare un altro giro perlustrativo o scendere a piedi per cercare sotto il porticato scriviamo sul gruppo whatsapp "Dove siete??" (con annessa faccina dell'urlo di Munch, quella rossa arrabbiata o l'investigatore). E effettivamente ormai anche per scoprire che se di una maglietta vuoi farne una canotta è sufficiente tagliare collo e maniche è un lavoro da detective, sempre che non si bari andando a cercare un tutorial apposito.
Possiamo anche vederlo come la felicità delle piccole cose, se vogliamo, come sentirsi Lloyd Wright de' noartri se riusciamo a fare il tetris con la spesa nell'armadio per infilarci anche un'altra scatoletta di tonno.
E quindi, per progettare le nuove case sulle cascate, quale genio del male ci servirà? Nel frattempo io, conscia di tutte queste nuove responsabilità che mi pesano su capo in quanto parte dell'umanità adulta del futuro, ieri ho cercato la mia macchina nel parcheggio sotterraneo del Novisad per un quarto d'ora, e solo dopo ho chiesto l'aiuto del pubblico a quella che aveva parcheggiato la macchina di fianco a me.
Un piccolo passo per la Giorgia...

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