Quando i bimbi non hanno ancora cominciato ad andare a scuola, le persone che ci sono già dentro perchè ci lavorano fanno altre attività di manutenzione e manovalanza. Ad esempio, io dopo il bagno ho pulito il frigo. Lavo le grate, sfilo cassetti cassettini e scomparti vari. E mentre asciugo il portauova...
Potrei sistemare i pensieri e metterli in ordine, ora che sono finiti, come un bel testo da incorniciare. Macchè. Per questo vi presento:
Mirabolante stream of consciousness sull'inserto portauova da frigo
Certo che...han dovuto fare un coso apposta per le uova. Pensa! Ma solo per loro, eh. E sì che ce ne vanno di cose nel frigo, il formaggio i cippollotti il prosciutto lo yogurt proprio di tutto. Tu prova solo a figurarti quanti tipi di forme, sapori, colori, consistenze. Tutte sugli scaffali.
Tutte tranne le uova.
-va beh, c'è il cassettone dell'insalata, ma quello non vale perchè è grosso come uno scomparto quindi niente, poi tanto noi ci mettiamo i salami.-
Tutto si incastra, si impila, si infila, si in-fila.
Le uova no.
Le uova rotolano, si inbìlicano, si insinuano. Magari se ti va bene e se sei fortunato stanno anche lì dove le hai messe, un po' tentennanti.
Ma che bombe a orologeria che sono, se non le si considera come tali e se ci si scorda che hanno bisogno del portauova.
Colla dappertutto che appiccica giallo bianco visicido pezzetti di guscio bisogna tirar fuori tutto perchè ogni cosa limitrofa (o anche su un altro scaffale) se ne ritrova le conseguenze addosso.
Con gran disappunto di chi deve pulire, non scordiamo. Anche con un po' di rabbia o dispiacere, che spreco, poteva diventare un favoloso uovo cucinato in chissà quale modo o, magari, far nascere addirittura un pulcino.
Non è mica una cosa da poco. Chi ci avrà pensato? Chi si sarà accorto che gli serviva un posto adatto, solo per loro? Quante uova si saranno rotte, prima?
C'è da dire che, ora che sono diventati di uso comune, i portauova vengono usati anche in altri modi, portacollane, mini vasetti per le piante grasse, divisori per viti o perline, ritagliati, dipinti, appesi.
E questo è un bene, perchè significa che una cosa nata per uno scopo quasi reclusivo, di limitazione di danni, ha fatto pian piano scoprire che può essere utile per molte più cose rispetto all'idea iniziale.
Non scordiamoci però del nostro primo impegno, quello di non far rompere le uova. Non releghiamole sullo scaffalino, belle immobilizzate.
Sogno portauova staccabili. Adattabili (porta-porta uova?). Mezzi per metterle sugli stessi scaffali a interagire con la scamorza, col limone e con la mortadella. Sogno alimenti responsabili. Insalate che facciano da pluriball. Wurstel che si avvicinino curiosi per farsi raccontare com'è un uovo dentro, ora che ancora non si può vedere. Polli non più considerati "polli". Torroni che facciano da torrioni.
Un mondo di integrazione è possibile, siamo già sulla buona strada, e tanta ancora ce n'è da fare.
Per un frigo in armonia.
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Doveroso appunto. Se vi sembra che verso la fine mi sia lasciata trasportare un po' troppo dalla sorte delle uova, è perchè per non dilungarmi troppo e non annoiarvi ho omesso la parte parallela di questa metafora organizzativo-culinaria. Ma nutro grandi speranze sul fatto che possiate farcela da soli.
E' sufficiente che sostituiate le uova con (termine fin troppo usato e abusato) i bambini speciali. E il portauova, ça va sans dire, con gli educatori/sostegno/AuleApposite o qualsiasi altra misura adottata per loro.
A voi.
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