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[PDG] Thrillerice

E' notte.
I neon sono spenti e si vedono solo le lucette dei led dei macchinari. 
Il ronzio dei freezer è l'unica cosa che separa il laboratorio dal silenzio assoluto.
I gelati sono tutti a dormire nelle loro carapine stipate una di fianco all'altra. O meglio, dovrebbero. La realtà è che nessuno dorme, o forse solo quelli piccoli, quelli appena fatti, che non hanno assistito, che non hanno capito. Sotto le loro veline stanno immobili perchè non riescono a dormire ma non vogliono svegliare il vicino, che di fatto però è insonne tanto quanto loro.
Il fatto è questo. Ogni tanto in gelateria può capitare qualche incidente, un cono sfracellato, un tovagliolino annegato, un gelato ucciso da un cane. E' normale, ogni città ha i suoi piccoli orrori quotidiani.
Oggi però si sono suicidate non una, non due, ma ben tre cialde. Due al mattino e una alla sera.
Si sono lasciate scivolare giù dal loro incastri e dopo un volo interminabile di un metro si sono sbriciolate sul pavimento, con uno scricchiolio inconfondibile, vicino al piede di chi era a banco a servire.
Come sempre, tutti danno la colpa a Plastichina, il portaconi, che i coni li porta, ma le cialde, se sono troppe, non ce la fa. Plastichina si difende: non può averlo fatto di proposito, quello è il suo lavoro, sarebbe come chiedere di essere licenziato, e Plastichina non vuole, perchè è nuovo. 
Ma a poco servono le giustificazioni davanti a un centinaio di coni e cialde che hanno solo bisogno di qualcuno di cui sparlare, soprattutto i coni che sono leggerini e hanno una mente semplice.
E forse è anche per il peso di tutte queste accuse che si uniscono al peso fisico che alla sera Plastichina non regge più e si lascia sfuggire un'altra cialda, che neanche a dirlo fa la fine delle precedenti.
Ma stavolta è chiaro a tutti che non è colpa sua: era pieno a metà, poteva reggere benissimo. Il panico si diffonde nel portaconi. O Plastichina è un assassino, o le cialde stanno avendo davvero un problema esistenziale.
Perchè? Di chi è la colpa? Forse delle coppette che dalla loro mensolina gli ricordano che verranno mangiate mentre loro si godranno  un rave nel cassonetto dell'indifferenziato? Forse di Ipnosi, il granitore, che col suo infinito  vorticare di ghiaccio colorato ripete subdolo che verranno sempre confuse coi coni, anche se loro sono più buone, e possono essere anche ripiene (di "panna, gianduia o caramello?")? 
Per prime vengono interrogate le cioccolate, che sono quelle appena sotto il luogo del delitto, ma che, confessano, stanche del continuo battibeccare tra coni e cialde e del rumore che fanno quando vengono tirati via ormai non badano più a quel che succede dietro di loro. 
Poi si passa alle frutte, che abitano appena più avanti, ma loro erano occupate a essere il più fruttose possibile. Come biasimarle.
E ovviamente gli altri erano troppo lontani per aver visto qualcosa, anche quella pettegola della Giovanna che stava sparlando con la Spagnola di una presunta tresca tra il Mascarpone e la Crema, che sono gialli tutti e due e vicini di posto (ma lo sanno tutti che lo Zabaione lì di fianco che è giallo pure lui se ne approfitta quando Mascarpone è via per il cambio vasca).
Che la macchina dello yogurt che è un'attricetta da due soldi disposta a tutto per un po' d'attenzione abbia cominciato a piangere per essere mescolata di nuovo per distrarre chi poteva essere nei paraggi e che avrebbe potuto salvarle? Che il pattume si sia innamorato di quel fondo di cialda che vedeva sempre da sotto e non resistendo più l'abbia attirata a se con la forza della gravità? 
Domande che non avranno risposte. Un senso di criminalità nascosta aleggia tra gli scaffali. 
Stanotte non si dorme.

Commenti

  1. Che le cialde si suicidino è risaputo. Ma quando il mio titolare mi ha detto "si è diffuso il panico nel portaconi", non ho potuto aspettare oltre.

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  2. Lo strano caso del cono ucciso a mezzanotte u.u

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